"Ascolta o la tua lingua ti renderà sordo".
(Proverbio Cherokee)

Quanti messaggi giungono a destinazione? Quante parole riescono ad arrivare al loro destinatario senza smarrirsi nel percorso? Parole inascoltate, parole cestinate, restituite al mittente, rifiutate… e parole magari nemmeno mai partite.

Ma soprattutto parole perse per strada per la fretta di chi le dice e di chi le dovrebbe ascoltare, per l’urgenza dell’arrivare a tutto, per le corse quotidiane, e per l’esubero di comunicazione cui siamo sottoposti ogni giorno, sommersi da messaggi di varia natura, nei quali tutto si mescola, in un coacervo di informazioni che superano la gerarchia dell’importanza del contenuto.

Il titolo, mutuato dal linguaggio della posta virtuale, ci pone una domanda: siamo ancora capaci di ascoltare le ragioni degli altri?